Notizie e commenti sulle recenti disposizioni SIAE che eliminano quasi totalmente la dovuta remunerazione dei piccoli autori, nella categoria "concertini", a vantaggio dei soliti noti
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Oltre ad altre iniziative attive, Fondi in musica offre il 50 per cento dei proventi di esecuzione musicale (bordero SIAE) al volontariato animalista e umanitario
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Ancora una volta ci si trova a confronto con "cure medievali per il tuo c.. borderò".
La siae ha deciso che da quest'anno entrerà in vigore il nuovo metodo rivoluzionario per evitare la frode durante la compilazione di un borderò per l'esecuzione dal vivo di opere protette dai diritti d'autore.
In parole povere, per evitare che qualcuno compili irregolarmente i borderò di un concerto, aggiungendo brani che non saranno eseguiti durante la serata, la siae ha abilmente escogitato un metodo "infallibile ed equo" per ovviare a questo insidioso ed imbarazzante buco nero nel perfetto ed onestissimo mondo della protezione dei diritti d'autore.
La soluzione è questa:il 25% del ricavato dall'attività concertistica continuerà ad essere spartito secondo il solito metodo, il restante 75% (settantacinque) verrà invece distribuito mediante resoconto di controlli incrociati con i borderò compilati e le registrazioni segrete effettuate da ispettori SIAE, eseguite durante concerti scelti a campione nel corso del semestre.
PROBLEMA: se pierino suona 30 volte in un semestre e i concerti effettuati (segnalati e pubblicizzati ai quali i fantomatici ispettori siano in grado di arrivare) sono stimati attorno ai 200.000, e gli ispettori sono autorizzati ad effettuare l'esorbitante numero di 500 (CINQUECENTO SU DUECENTOMILA) rilevazioni tramite registrazione, quante possibilità ha pierino che il suo borderò sia effettivamente confrontato con una registrazione segreta effettuata proprio nella sua serata?
SOLUZIONE:I controlli effettuati equivalgono allo 0,25% degli spettacoli,e la possibilità che il borderò di pierino sia incluso in quelli verificati è lo 0,0025%
terrificante.....
e se i concerti a campione fossero "casualmente" sorteggiati tra autori che fanno abitualmente parecchi concerti e in più sono particolarmente pubblicizzati e in più alcuni di essi hanno voce in capitolo sulle decisioni prese dalla SIAE?
terrificante....
chi ci garantisce che non si crei un giro di tangenti vere e proprie per far si che uno dei cinquecento controlli sia nella serata desiderata?
un problema serio che come al solito penalizza chi deve iniziare a cimentarsi con il proprio talento o chi già ne trae un minimo di profitti ma non è ad un livello di fama tale da garantirsi un numero di concerti atto ad essere facilmente considerato tra le 500 rilevazioni.
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Commento di Mangox dal sito http://mangox.wordpress.com
Esiste una nutrita documentazione e tanta dissertazione sull’argomento.
Ipotizziamo, temporaneamente, di essere d’accordo sulla legittimità.
Beninteso, questa premessa non appaia una provocazione, anche se mi sembra eccessivo consentire agli eredi di percepire per 50 (o 60?) anni un diritto d’autore, frutto della proprietà intellettuale altrui, che in quanto tale appartiene all’Autore e non agli eredi. Ed infine, ma proprio dopo tanti anni, diventa di “pubblico dominio”.
Sarebbe come pretendere di dare un assegno agli eredi dei senatori a vita, riconosciuti tali per meriti speciali. Si pensi che la gloriosa INPS, dà l’assegno di reversibilità della pensione solo al coniuge sopravvissuto e non certo ai figli.
Forse che agli eredi di matematici, fisici, scienziati, letterati la Reale Accademia Svedese riconosce un diritto post-assegnazione del Nobel agli eredi dei premiati?
Ma sorvoliamo…
Le opere cosiddette dell’ingegno sono tutelate da una legislazione che ha investito la SIAE di ampi poteri per punire chi tale diritto vìola.
Tutto perfetto! …e conforme al
Codice Civile
Libro Quinto: Del lavoro
Titolo IX: Dei diritti sulle opere dell’ingegno e sulle invenzioni industriali
Vedere anche Leggi Speciali, Brevetti
Capo I: Del diritto di autore sulle opere dell’ingegno letterarie e artistiche
Art. 2575 Oggetto del diritto
Formano oggetto del diritto di autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
Questo è stato tratto da: http://www.studiocelentano.it/codici/cc/lVtIX.htm
E qui, io come Mangox, ripeto:
Diritto d’Autore: legittimo? NO! …SACROSANTO !!!
E allora perché percepire il diritto d’autore è diventato il risultato di una lotteria? Visto che per incapacità di stroncare i disonesti la SIAE ha cambiato metodo di ripartizione (non più analitica), i piccoli ed ignoti autori/compositori ed editori hanno ulteriori umiliazioni, beffe e danni. Siamo rimasti solo iscritti paganti la quota (non siamo soci e probabilmente non lo diventeremo mai), ma siamo una fantastica base contribuente, considerato che gli iscritti siamo proprio tanti.
La SIAE non ci comunicherà mai il numero, un pò per privacy un pò per comodità. Forse non si vuole che noi iscritti si faccia i conti in tasca, grazie ad una semplice moltiplicazione (quota annuale — che è uguale per noti ed ignoti— per il numero degli iscritti).
E anche qui: perché pagare la stessa quota d’iscrizione dei big, dei famosi che percepiscono ben altre ed alte cifre, acquisiscono i diritti di “socio” SIAE che in termini pratici (soldi) significa ben altro ?
Non capisco come mai in Italia dove, differenziati in base a scaglioni tariffari, si paga — per lo stesso servizio o disservizio — un importo diverso in base al reddito (individuale o familiare) per l’iscrizione alla SIAE un egregio sconosciuto paga la stessa quota di Lucio Dalla, Baglioni o Gino Paoli.
Le tasse si pagano per scaglioni tariffari, in base al reddito.
All’Università si paga in base al reddito, pure per uno stesso servizio.
Per la sanità, le esenzioni si ottengono al di sotto di un certo reddito
Perfino per gli asili nido c’è la retta differenziata per il reddito e bisogna presentare l’ISE.
Perfino la SIAE applica tariffe differenziate in base a determinati criteri (con ballo, senza ballo, numero di persone ecc. ecc.).
E allora perché far pagare la stessa quota a chi percepisce una barca di euro? Sappiamo che in tanti casi si può parlare di milione di euri/anno per “BIG” o “Grande Casa Editrice”.
Si applichi la proporzionalità, come in tutte le buone famiglie!
E, visto che siamo sprofondati nell’iniqua e ridicola ripartizione a sorteggio, si faccia anche il sorteggio per l’esonero dalla quota annuale. In altre parole, chi non viene estratto e non percepisce, viene esonerato dal pagamento. Se questo non piace alla SIAE, non dispiace a chi nulla percepisce ed ha dato comunque mandato alla SIAE a tutelare i propri diritti. Ebbene pur sapendo che i propri brani sono stati eseguiti e segnati sul bollettino SIAE non è detto che si percepisca il diritto.
Questo mi sembra orribile. Mi si dirà “… la SIAE è stata costretta a misure drastiche per le solite associazioni a delinquere che si formano in Italia, quando le stesse individuano il sistema per arricchimenti facili…”
E chissà quanti siamo i compositori ad aver speso soldi per creare le basi musicali, per promuovere la propria musica, stampare ed inviare gli spartiti agli esecutori nella speranza di diffondere cultura ed arte. Sempre che anche la nostra sia considerata tale…
OK! D’accordo. Bisognava porre un freno.
Ma perché per l’incapacità di beccare i delinquenti bisogna punire in massa e penalizzare del tutto alcuni o parte di coloro che non hanno brani di successo e che sono statisticamente meno, ma comunque, eseguiti?
É come se il mancato gettito degli evasori fiscali, venisse recuperato sempre e solo aumentando la pressione delle tasse sui contribuenti già paganti. Sarò lieto di scrivere una lettera al ministro delle finanze con un bel pò di suggerimenti per colpire a migliaia gli evasori completi di numero di cellulare.
Non tocca a noi dare dei suggerimenti, ma forse la SIAE dovrebbe invitare gli iscritti a fornirne.
La SIAE cominci a ridurre le spese (sulla carta dei rendiconti inviati agli iscritti, sulla stampa del Vivaverdi a quattro colori e chissà su quante altre che non ci è dato di conoscere).
La SIAE cominci ad eliminare i “forfait” che già di per sé stessi sono il tradimento del diritto d’autore, in quanto non prevedono un’elencazione dei titoli dei brani…
La SIAE abolisca il famigerato Calderone, della cui ripartizione nulla è mai stato trasparente…
La SIAE cominci a far pagare “salati” i permessi per eseguire musica con quelle stramaledette tastiere con floppy disk, da chi musicista non è… e ripartisca ai musicisti veri.
La SIAE premi con sconti, agevolazioni i locali che promuovano musica dal vivo, con musicisti veri e operi una netta distinzione con i fasulli (i DJ) che si dovrebbero iscrivere alla Società dei Collagisti o degli assemblatori di sound clips, disponibili in commercio o presso Software House.
Mi scappa da ridere ogni volta che sento un “DJ” che dice “…stasera vado a suonare”. Quando si ballava in casa i dischi li metteva sempre lo scemo della compagnia, solitamente il più racchio… quello che nascondeva i suoi foruncoli con il 45 giri che stava per mettere…
Peccato che nonostante il commissariamento di qualche anno fa alla SIAE non sia cambiato proprio nulla, anzi si peggiora sempre per quanto riguarda la tutela del diritto d’autore.
Ma questo ovviamente vale solo per chi non ha brani di successo.
Gli autori di fama non hanno nulla da spartire con gli autori da fame.
Speriamo che qualche procura (magari Potenza) si occupi anche di questa vergogna.
L''orrendo crimine, non e certamente da ricercare in quelli comunemente conosciuti, bisogna andare oltre, fino ad arrivare al piu' grande pericolo per la societa': il p2p!!!
C'e' una molto veritiera voce che ho letto da qualche parte e che dice: "se si combattesse la fame nel mondo cosi' come si interviene sul copyright (dei soliti), in Africa i bambini sarebbero obesi."
Anche Rutelli, rispondendo alla petizione di Altroconsumo, conferma il PENALE!!! nella condivisione di files.
Dal notiziario ACEP
RUTELLI: TUTELARE GLI AUTORI CONTRO IL P2P
Il ministro per i Beni e le Attività culturali On. Francesco RUTELLI ha risposto all’associazione "Altroconsumo", che gli aveva consegnato nei giorni scorsi una petizione per depenalizzare lo scambio illegale di file tramite le reti peer-to-peer.
"La distorta pratica del "file sharing" - ha dichiarato il Ministro - intesa come modalità per appropriarsi abusivamente di un'opera d'ingegno in violazione del diritto d'autore, deve essere sanzionata. Ed il fatto che assuma il carattere di illecito penale nei casi in cui si accompagni al "fine di lucro" (che la Cassazione, con la nota sentenza 149/07, ha riconosciuto non corrispondere al solo risparmio della spesa di acquisto del CD) non deve scandalizzare".
"La libertà del cittadino-consumatore è un bene incomprimibile", continua RUTELLI, ma "ciò non toglie che accanto ai diritti dei consumatori, altri interessi richiedano una adeguata tutela. Tali sono da considerarsi gli interessi degli autori e degli editori, per i quali il diritto d'autore costituisce la giusta remunerazione del proprio lavoro, l'opera di ingegno. Non si può parlare dunque di libertà, ove da essa si intenda far scaturire un sacrificio del diritto alla retribuzione, altrettanto meritevole in base alla nostra Costituzione".
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Dal forum http://www.p2pforum.it
OGGETTO: Petizione: modificare le leggi sul diritto d'autore
Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli
Al Presidente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, Pietro Folena
Agli onorevoli Deputati,
Agli onorevoli Senatori
Egregi membri del Parlamento Italiano,
mi chiamo XXXXX, e sono un vostro elettore ed un cittadino italiano.
Recentemente, una sentenza della Suprema Corte di Cassazione ha giudicato non colpevoli due cittadini accusati di aver illegalmente condiviso opere protette da copyright su Internet, in quanto non c'era stato lucro. E' evidente quanto sentita sia la necessità di rivedere le leggi in materia di Copyright.
Con la presente, vi invito a prendere visione della petizione organizzata da Altroconsumo, celebre associazione per la difesa dei consumatori, affinché sia modificata la legge sul diritto d'autore.
La petizione è consultabile al seguente indirizzo:
http://2url.org?petizione_altrocons
Vi chiedo di rivedere le attuali norme a tutela del diritto d'autore considerando, oltre alle indicazioni contenute nella sopracitata petizione, anche i seguenti punti universalmente condivisi dal Popolo Della Rete, ovvero l'insieme di tanti cittadini che come me vedono in Internet e nella condivisione di opere multimediali, testi ed idee una grande occasione di crescita del singolo e della collettività verso una società più giusta e democratica.
Occorre rivedere le leggi sul copyright per:
1. Ridare al legislatore nazionale il potere legislativo.
I progetti di legge sul diritto d'autore nell'epoca digitale seguono una direttiva europea adottata nel 2001, che ha fatto diventare diritto comunitario gli accordi internazionali firmati all'OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale) nel 1996. Questi accordi erano stati firmati da funzionari senza legittimità elettorale. I legislatori stanno adottando leggi basate su proposte vecchie di 10 anni, quando Internet era ancora in fasce e la tecnologia peer-to-peer odierna non esisteva (Napster è nato nel 1998). La situazione in dieci anni è profondamente cambiata. Dieci anni fa Internet era utilizzata principalmente da professionisti dell'editoria, della musica e del cinema. Oggi ci sono milioni di blogger, podcaster, forummisti, wiki, siti personali. Per questi motivi il diritto d'autore non può più essere considerato di interesse solo per pochi specialisti perché nella realtà odierna riguarda la vita di milioni di cittadini. Non possiamo continuare a legiferare secondo idee vecchie di dieci anni.
2. Ridurre la durata del diritto d'autore.
Il diritto d'autore ha avuto origine come un sistema per equilibrare la necessità di incoraggiare le creazioni dando un monopolio temporaneo all’autore e il bisogno di garantire un libero accesso alle opere rendendole di pubblico dominio. La durata del diritto d’autore, che determina l’ingresso di un opera nel pubblico dominio, è una variabile molto importante. Attualmente la legge tutela il diritto d’autore di un'opera per 70 anni dopo la morte dell’autore. Quale creatività occorre salvaguardare ed incoraggiare in una persona morta decine di anni prima?
Il risultato è che le case discografiche (che sono persone giuridiche ma beneficiano degli stessi diritti delle persone fisiche) hanno più interessi a finanziare una compilation di canzoni di artisti defunti che non a promuovere i giovani artisti. Il mondo dell’informatizzazione accelera ad un ritmo in costante crescita e la durata del diritto d’autore si allunga attraverso i secoli. E’ illogico e controproducente.
3. Non legiferare in base ad angosce e supposizioni.
Nessuno studio serio ha dimostrato la relazione causa-effetto tra la diminuzione delle vendite dei CD e lo scaricamento “illegale”. Ma la storia insegna. Le stesse paure erano state espresse alla comparsa del piano meccanico, della fotocopiatrice, delle radio, della televisione, del magnetoscopio, del mangianastri… . Ad ognuna di queste invenzioni l’industria aveva annunciato la propria triste ed inesorabile fine, ma ogni volta è riuscita ad aumentare i profitti proprio beneficiando di queste innovazioni. Il legislatore non deve legiferare in base ad angosce e supposizioni ma in base a quello che è giusto per il bene della collettività non dei singoli privati.
4. Creare un fondo pubblico di aiuto alla creazione di nuove opere.
Oggi ciascun internauta può diffondere le opere che crea. Moltissimi siti ed iniziative su Internet promuovono la diffusione di opere di artisti che accettano di vedere le proprie creazioni scaricate gratuitamente e liberamente. Ma la buona musica soprattutto di alcuni generi musicali non è sempre possibile registrarla in ambiente domestico. Bisogna dare a questi artisti mezzi tecnici e finanziari che solo le case discografiche possono attualmente offrire ma che nei fatti ffrono a carissimo prezzo. Lo Stato e le collettività locali potrebbero prevedere sussidi per la creazione di opere che si ha intenzione di offrire liberamente a tutti.
5. Incoraggiare una concorrenza tra società di gestione.
Una buona parte degli incassi della SIAE sono utilizzati per la gestione della SIAE stessa. Purtroppo non c’è concorrenza. La SIAE non è incentivata a ottimizzare la gestione per massimizzare la quota spettante agli artisti. La legge deve incoraggiare la nascita di società di gestione alternative, come accade negli Stati Uniti.
6. Permettere a tutti di diventare distributori di musica.
I grandi magazzini non hanno nessun interesse ad utilizzare Internet, dove tutto è accessibile a tutti in qualsiasi momento ed in ogni luogo. Questo monopolio nella distribuzione è un freno alla diversità culturale e all’abbassamento dei prezzi. Per questo motivo le case discografiche accordano i diritti dei propri cataloghi solo alle grandi catene, impedendo ad altre offerte legali innovative di vedere la luce. Un sistema di licenza obbligatoria per accedere ai cataloghi, dove le condizioni d’accesso siano seriamente regolamentate da un’Autorità di garanzia, assicurerebbe una migliore concorrenza al mercato.
7. Non danneggiare lo sviluppo di Internet a vantaggio dei vecchi media.
Le radio del futuro sono le offerte podcasting personalizzate. Oggi le radio tradizionali hanno il diritto di diffondere le canzoni senza chiedere l’autorizzazione alla casa discografica (pagando SIAE). Le webradio e i podcaster non hanno questa possibilità. Le attuali normative sul diritto d’autore creano uno squilibrio del mercato e costituiscono un freno all’innovazione.
8. Rimettere in discussione la cronologia dei media.
Il mercato del cinema è perfettamente organizzato. Dall'uscita dei film nelle sale alla vendita in DVD devono passare 6 mesi, 9 mesi per poter essere presi a noleggio, 12 mesi per essere trasmessi dalle pay TV e 2 anni per vederli sui canali in chiaro. Questo sistema ha permesso a tutti di trovare un proprio ruolo attraverso una concorrenza vera.
La presenza di Internet ha reso questo sistema obsoleto se si pensa che tutte le novità cinematografiche sono disponibili sulle reti P2P dal momento della loro uscita.
Con franchezza,
XXXXX
Cittadino italiano, Scambista ed Internauta
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Daniele sul forum di Dimanet e sul sito dell'Aduc scrive:
Voglio segnalare che la siae (Società Italiana degli Autori ed Editori), secondo me l'ultimo MONOPOLIO ITALIANO, con l'ultima Orinanza di ripartizione riguardante i cd "concertini", ha deciso che a partire dal 2007 di NON ripartire più analiticamente i proventi derivanti dalle serate effettuate in tutti quei locali dove si fa musica da ascolto (serate di pianobar, di jazz, concerti live , ecc...
Ricordo che, se la siae penalizza i piccoli autori, fa lo stesso con i piccoli editori,la cui esistenza permette ad una buona fetta di noi di avere della discografia.
Non è allegro che se un musicista si affanna a scrivere un repertorio per un suo progetto, non ne percepisca gli unici esigui vantaggi economici, ma anzi i proventi maturati dai suoi sforzi finiscano interamente nelle tasche dei soliti noti.
Vi segnalo anche questo piccolo dettaglio: se finora i piccoli autori si ripagavano con i proventi almeno la quota associativa, si può ritenere possibile che in futuro, con queste ripartizioni, dovranno sborsarla di tasca
Ci tengo a dirlo, non rappresento nessuna organizzazione, associazione, gruppo, lobby, etc. parlo da musicista professionista ma soprattutto da libero cittadino e contribuente scandalizzato.
Grazie e saluti a tutti.
Per adesso e' non e' consigliabile isciversi alla SIAE. Per proteggere i brani e' meglio CREATIVE COMMONS almeno e' gratuita!
Chi fino ad oggi pensava di iscriversi alla SIAE per vedere riconosciuti gli spiccioli derivanti dalle pubbliche esecuzioni dei propri brani nei vari pub o locali vari (quelli per intenderci, che non sono adibiti a veri e propri concerti con tanto di biglietto), insomma i piccoli autori pieni di entusiasmo, che non hanno le major alle spalle, coloro che suonano piu' per la passione che per i pochi soldi che spesso non bastano neanche per pagare la benzina.... e potrei continuare, ma per farla breve, un consiglio, NON ISCRIVETEVI, anzi, per coloro che sono iscritti e dal prossimo anno probabilmente non incasseranno proventi sufficienti a coprire la quota sociale annuale, meglio che si sciolgano da questa societa' che tutela esclusivamente le tasche dei soliti noti, gia' avvantaggiati dai milioni di euro nei quali navigano grazie a concerti, partecipazioni televisive, passaggi radio e tv, contratti pubblicitari, sonorizzazione film e documentari e spot ecc. ecc. (e poi si lamentano per la pirateria!!!) Ecco, oltre a tutto questo, da oggi potranno beneficiare anche dei diritti musicali degli sconosciuti piccoli autori, grazie al recente provvedimento che stabilisce le nuove regole di ripartizione musicale dei cosiddetti "concertini".
COPIO E INCOLLO LA SINTESI DEL PROVVEDIMENTO:
A decorrere dal 1° gennaio 2007, le somme incassate dalla SIAE per diritti d'autore che riguardano la Classe Prima CONCERTINO, saranno così ripartite
1) il 75% dell'importo globale semestrale sarà ripartito fra le composizioni rilevate come eseguite nel corso di 500 registrazioni segrete, effettuate da personale tecnico incaricato dalla SIAE, attribuendo un punto a ciascuna composizione ogniqualvolta essa venga rilevata come eseguita;
2) il 25% dell'importo globale semestrale sarà attribuito alle composizioni elencate su un quinto dei programmi complessivi semestrali, selezionati con criteri statistici di pura casualità e attribuendo alle composizioni ivi elencate un punteggio ponderato sulla base del valore di ogni singolo programma estratto.
Cosicché soltanto un quarto delle somme incassate dalla SIAE per il CONCERTINO DAL VIVO verranno ripartite capillarmente, sulla base dei programmi, peraltro soggetti al sorteggio dell'estrazione casuale di un quinto.
Invece ben tre quarti delle relative somme verranno ripartite sulla base di una ulteriore "lotteria" nella quale è ben più arduo rientrare.
Nel nostro precedente Notiziario di Ottobre, a causa di una errata informazione pervenutaci, avevamo addirittura sopravvalutato tale campionamento, ritenendolo pari allo 0,5% dei trattenenimenti globali semestrali; invece abbiamo successivamente appreso che i trattenimenti semestrali complessivi che rientrano nella categoria CONCERTINO sono ben oltre 200.000.
Pertanto il valore statistico delle 500 rilevazioni, a fronte di 200 / 250.000 trattenimenti semestrali scende allo 0,2%, anzi allo 0,1% trattandosi di registrazioni che, per non essere palesi, copriranno soltanto una porzione della serata!
Occorre inoltre considerare che, nella Classe Prima CONCERTINO, ricadono le più svariate tipologie di musica d'ascolto e che il cosiddetto "tradizionale pianobar" oramai riguarda, numericamente, la minoranza dei trattenimenti complessivi.
E allora che ne sarà dei "concerti jazz", sempre più diffusi e apprezzati dal pubblico giovane? Che ne sarà delle esibizioni dei molteplici "gruppi emergenti", che fra pochi giorni incontreremo al MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza)? E chi rileverà le innumerevoli esibizioni musicali in alberghi, ristoranti, feste varie in occasione di matrimoni, compleanni, meetings, conventions, ecc.? E i concertini di musica classica come, ad esempio, quelli in piazza San Marco a Venezia o nei "caffè concerto" che sono tornati di moda? E gli innumerevoli centri sociali e anziani, sempre più numerosi in tutta Italia, ove si esegue musica da ballo ma che spesso vengono considerati Concertino dagli Agenti della SIAE, trattandosi di ballo occasionale?
Che fine faranno i differenti repertori utilizzati in altri e ancor più variegati trattenimenti? E quale "fotografia" distorta della realtà scaturirà da un così esiguo campione?
Per gli appassionati di fotografia, sarebbe come passare da una foto scattata con le moderne fotocamere digitali da 10 milioni di pixel, ad una foto scattata con una risoluzione dello 0,1%.
A malapena si distinguerebbero i contorni del soggetto fotografato!
Pertanto si tratterà di una vera e propria "lotteria", che finirà per danneggiare mediamente tutti i "piccoli" e "medi" autori ed editori (cioè coloro i quali non hanno molti brani di grande successo nei loro cataloghi); ma questo sistema, quasi sicuramente, danneggerà anche molti grandi autori, a causa delle scarse probabilità di rientrare nel "campione" di quei brani di medio successo che non sono eseguiti sempre e dovunque.